Sono passati due mesi di lockdown, durante i quali abbiamo dovuto stravolgere il corso normale della nostra quotidianità.
Ognuno di noi, ha dovuto accedere alle proprie risorse interne per sopportare e superare questa fase. Alcuni ci saranno riusciti meglio altri meno. Questa differenza sta nelle possibilità di avere a disposizione proprie risorse non solo interne (tolleranza alla frustrazione, resilienza) ma anche esterne (rete di supporto familiare e amicale, situazione economica, vivere in una famiglia non conflittuale …).
Inoltre, tale situazione, anche per quelli che tra noi sono stati più fortunati, era calata in un’atmosfera di paura e di morte che caratterizzava la realtà intorno a noi.
In genere, quando ci si trova a far fronte ad una situazione di emergenza si attiva il nostro sistema di adattamento finalizzato alla sopravvivenza, che ci permettere di reggere il colpo per un bel pò di tempo.
Ma quando “tutto finisce” e si pensa di aver superato la crisi, può succedere paradossalmente di sentirsi peggio. Potremmo avere sintomi di ansia, difficoltà nella regolazione del sonno e nell’alimentazione, pensieri intrusivi.
Possono essere segnali di un disturbo post traumatico da stress, assolutamente in linea con quanto accaduto nella realtà.
La fase della lenta ripartenza potrebbe essere quella più difficile da tollerare poichè ci trova già provati psichicamente.
Questa evenienza non deve però spaventare: non stiamo impazzendo e soprattutto è qualcosa di cui ci possiamo occupare.
Si può chiedere e ricevere aiuto, legittimo, sacrosanto.
La terapia con EMDR risulta molto efficace per il trattamento dei disturbi da stress.
Comments
Giuseppe
Interessante. Vale anche per lutto, traumi in genere?
Dr.Marilisa
Salve,
si vale per ogni episodio traumatico poichè il nostro sistema di difesa reagisce in base a risposte filogeneticamente programmate e finalizzate alla sopravvivenza. Possiamo riuscire ad elaborare da soli ma a volte, soprattutto di fronte a pericolo di vita e se già provati da altre esperienze negative, il normale processo di difesa si blocca su risposte che restano rigide (attacco/fuga, congelamento ecc…). Il lutto generalmente si sviluppa in fasi che vanno dalla negazione alla rabbia e infine depressione e accettazione. Anche in questo caso però se abbiamo accumulato esperienze negative oppure l’evento ci colpisce in modo violento e inaspettato, possiamo incontrare difficoltà e si parla di “lutto complicato”.