Per molti genitori risulta difficile mantenere un controllo adeguato sull’uso dei videogiochi da parte dei propri figli. Questo a causa della mancanza di conoscenze adeguate sui rischi che un uso continuativo può comportare. Una delle caratteristiche principali che non viene conosciuto per il fatto che non se ne parla è quello della dipendenza. Il principio alla base di molti videogiochi è lo stesso utilizzato nelle slot machines. E’ ormai di dominio comune il fatto che il funzionamento delle slot machines si basi su un processo di apprendimento, ovvero il condizionamento operante teorizzato da Skinner. Infatti, il giocatore non sa mai quando riceverà la ricompensa successiva e questo sistema di rinforzo produce risposte comportamentali difficili da estinguere. Il rinforzo, ovvero l’erogazione del premio, nelle slot machines è intermittente e casuale. L’incertezza del risultato crea dipendenza.

Come viene spiegato in The Social Dilemma (documentario sui meccanismi dei social media), anche il movimento di scorrimento con il dito sullo smartphone produce lo stesso effetto di dipendenza coinvolgendo direttamente meccanismi neuronali del tronco encefalico per cui la persona non si accorge della dipendenza che si sta attivando. Esistono algoritmi creati appositamente per creare una dipendenza che coinvolgono anche i videogiochi. Spesso in questi giochi si devono raggiungere dei livelli. Questo meccanismo crea un’attesa e rinforza il bisogno di continuare a giocare (effetto “Effetto Zeigarnik”: fenomeno per cui nella mente dell’osservatore rimangono impresse delle scene interrotte bruscamente, suscitando in lui l’interesse a terminare la visione)

Il ruolo degli adulti: alcuni consigli utili

E’ sempre fondamentale mantenere un dialogo con i propri figli, coinvolgere i ragazzi in altre attività, stabilire regole comuni da mantenere, per esempio stabilire in quali momenti si può giocare e in quali non si deve. Altre utili indicazioni riguardano il controllo della sicurezza sono:

1. Supervisionare i figli nell’utilizzo dei mezzi tecnologici.

2. Conoscere le password di accesso.

3. Attivare sistemi di protezione. Alcuni, come l’App Google Family Link, sono già presenti negli smartphone. Altri, come le App di Parental Control, si trovano gratuitamente in rete.

4. Attivare un codice di sblocco per evitare che compagni o amici si impossessino di foto quando il telefono è lasciato incustodito.

5. Conoscere i contenuti evitando quelli dannosi per la giovane età (contenuti di violenza e di terrore)

Per indirizzare l’adulto nella scelta d’acquisto di videogiochi è disponibile la classificazione PEGI (Pan European Game Information), presente sulle confezioni. L’indicazione PEGI OK si riferisce a giochi online adatti a giocatori di tutte le età mentre, ad esempio, un gioco classificato come PEGI 7 è adatto solo a bambini di età pari o superiore a 7 anni e un gioco classificato come PEGI 18 è adatto solo ad adulti. Vi sono poi 8 descrittori che indicano i motivi per cui un gioco è stato classificato in un determinato modo (violenza, linguaggio scurrile, paura, sesso, droga, discriminazione, gioco d’azzardo e gioco online con altre persone).

Spesso infatti molti genitori non conoscono il contenuto dei giochi che si trovano gratuitamente nel web e per i quali esistono dei limiti d’età che non sono conosciuti o rispettati. per esempio il videogioco chiamato GTA è vietato ai minori di 18 anni per i contenuti di violenza, sesso e droga, eppure viene utilizzato anche da bambini in età di scuola elementare! E’ importante anche iniziare a pensare all’illegalità di tali comportamenti.

Il ricorso continuo a questo tipo di giochi comporta difficoltà cognitive poiché risultano invalidanti sui meccanismi della memoria e dell’elaborazione di stimoli. Ciò  può portare a disturbi sia a livello comportamentale (iperattività, impulsività) sia sull’apprendimento (deficit dell’attenzione).

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