La dipendenza affettiva non viene considerata ancora come una psicopatologia ma sono in corso numerosi studi a riguardo tanto da essere annoverata come una delle NEW ADDICTION , nuove dipendenze di tipo comportamentale, come il gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, la dipendenza da lavoro.
Una simile condizione, causa notevole sofferenza e soprattutto influisce negativamente con il normale funzionamento di vita della persona. Essa si caratterizza, infatti, per una compulsione a fare in modo di mantenere la relazione anche quando questa sia disfunzionale e provochi dolore. Molte energie vengono impegnate per riattivare le attenzioni del partner tanto da poter arrivare a trascurare tutto il resto.
La relazione affettiva con quel partner diventa l’unica ragione di vita.
Questo tipo di modalità relazionale prende origine dallo schema di attaccamento sviluppato durante l’infanzia, di solito un attaccamento insicuro che non permette la piena realizzazione del Sé. Molto interessante a tal proposito, è il discorso dello psicoanalista D. Winnicott sul Falso Sé (Sviluppo affettivo e ambiente, 1965). Secondo questa teoria, quando il bambino non trova nella madre il rispecchiamento dei suoi bisogni e desideri tende a crescere assecondando i desideri della madre (o caregiver di riferimento) costruendo così un senso di identità fondato sull’accondiscendere ai bisogni e desideri altrui. In questo modo, la sua vera personalità non riuscirà mai pienamente ad esprimersi portando poi a sentimenti di vuoto e inadeguatezza di fronte alle perdite.
Per una corretta salute mentale, è fondamentale sentire di avere un senso di Sé coeso che non significa non poter cambiare. Il cambiamento è parte della nostra evoluzione. Non ragioniamo a 20 anni come a 15, né a 40 come a 30. Ci sono tante fasi di passaggio nella vita che implicano un cambiamento e la persona “dipendente” non riesce ad evolvere in maniera autonoma poiché non riesce a stare a contatto con la propria intimità, con i propri bisogni e desideri. E’ l’impossibilità di questo dialogo interno, aperto e sincero, che determina un forte malessere.
La psicoterapia può essere un utile strumento per riavviare o incominciare questa comunicazione per portare la persona a sentirsi libera e consapevole.