Le ultime notizie di cronaca vedono sempre più ragazze giovanissime vittime di un amore che diventa violenza. Spesso i segnali vengono ignorati anche dai genitori delle vittime che scambiano la violenza per semplici litigi tra fidanzati. La questione si allarga ad includere la visione del femminile che ancora nella nostra società viene considerato legato alla sottomissione e al possesso.
Ma quali possono essere le implicazioni psicologiche? Quali possono essere le caratteristiche che portano queste giovani ragazze a cadere in un rapporto malsano?
Sicuramente un ruolo importante è giocato dalla bassa autostima a cui consegue il bisogno di essere protette. La chiusura in un rapporto di coppia può nascondere una grande insicurezza verso le proprie capacità di autoaffermazione. Queste ragazze accettano di lasciare gli studi o il lavoro e gli amici nell’illusione di sentirsi importanti per il proprio partner. Alla base si riscontra un forte bisogno di sentirsi amate in modo assoluto per avere la misura del proprio valore. In alcune culture ancora legate a schemi patriarcali, la relazione di coppia viene vista come l’unica alternativa di vita possibile. Di conseguenza, per una giovane donna in formazione è molto difficile riuscire a sentirsi approvata qualora non rispondesse a questo schema. (Ci sono poi casi di donne emancipate che cadono nella rete del narcisista patologico ma in questo articolo sto facendo riferimento solo a ragazze molto giovani).
Sarebbe molto importante un lavoro di prevenzione con le giovani adolescenti volto a rinforzare l’autostima, ad aiutarle nella fase di svincolo, analizzare lo stile di attaccamento, valorizzare la propria individualità.
I segnali da riconoscere precocemente possono essere:
- bassa autostima
- sentimenti di inutilità e inefficacia personali
- disturbi nel comportamento alimentare
- difficoltà nella gestione del conflitto anche con gli amici
- tendenza all’isolamento
- ansia e attacchi di panico soprattutto dai 18 anni in poi
- separazioni conflittuali in famiglia
- difficoltà nell’elaborazione di lutti
Queste caratteristiche possono infatti convogliare nella strutturazione di una personalità dipendente che si declina con l’autosvalutazione e la rigidità di pensiero: “per essere amata devo essere perfetta”, “se non mi amano è colpa mia”, “non valgo abbastanza”.
Chiedere una consultazione in una fase di passaggio così delicata come l’adolescenza potrebbe permettere di prevenire situazioni traumatiche molto gravi.