ALCUNE RIFLESSIONI
RIFLESSIONI
Nell’ultimo mese si è parlato molto delle implicazioni sull’uso dei social media da parte dei bambini a causa di due tristissime notizie di cronaca. Protagonisti di tali notizie una bambina siciliana di 9 anni e un bambino pugliese della stessa fascia d’età. Entrambi sembra siano stati convinti a fare un gioco molto pericoloso da una challenge su tik tok portando la bambina siciliana alla morte. Non sappiamo di preciso cosa sia avvenuto, solo le indagini potranno confermare o meno se ci sia stata una reale induzione al comportamento autolesivo. L’evento ha però rimesso sotto i riflettori il delicato argomento dell’uso da parte di bambini dei social. In questo articolo si vuole solo dare delucidazioni in merito per permettere ai genitori di essere maggiormente consapevoli e poter proteggere i propri bambini.
Purtroppo c’è poco da girarci intorno: i bambini sui social ASSOLUTAMENTE NO!
Non si fa un processo morale né ai genitori né tantomeno ai social. La questione è molto più scientifica di quanto possa sembrare. Il cervello dei bambini è in una fase di sviluppo delicata, predisposto all’apprendimento. Gli smartphone hanno un funzionamento molto intuitivo e a tanti genitori è capitato di meravigliarsi di quanto i loro bambini fossero abili nell’usarli! Ma tale abilità non significa “intelligenza”: i programmi sono strutturati in modo tale da essere facilmente utilizzabili andando ad innescare un meccanismo di gratificazione e dipendenza. Succede agli adulti, ancora di più ai bambini che, in base all’età, non hanno ancora sviluppato bene le connessioni neuronali della corteccia prefrontale che è quella deputata all’elaborazione metacognitiva degli impulsi e quindi al controllo. In parole semplici: per i giovani, anche per gli adolescenti, è più difficile riuscire ad avere un controllo e non cadere nella dipendenza proprio per come è strutturato il loro cervello. Con il passar del tempo poi, una volta innescato tale meccanismo, sarà difficile che si abbia un normale sviluppo cerebrale che veda coinvolto in maniera olistica tutte le funzioni cognitive. Si possono avere danni sulla memoria a lungo termine, per esempio, difficoltà a mantenere l’attenzione e la concentrazione oltre a tutte le conseguenze sul piano emotivo : ansia, difficoltà nel ritmo sonno/veglia, iperattività ma anche depressione se quel mondo diventa il loro mondo e non si dovesse avere il successo che si spera.
Alla luce di quanto detto, non ha quindi senso pensare che “tanto tutti lo fanno” e che questa è la loro epoca per cui andrebbe vissuta in questo modo. Ci sono molti studi scientifici sui danni che l’utilizzo massiccio dei social media provoca al cervello dei cosiddetti “nativi digitali”.
E’ normale che un genitore pensi che non ci sia nulla di male, e in effetti è così poiché non vi è alcun giudizio morale da fare in merito. Semplicemente è utile sapere quali effetti possono avere questi strumenti sulla mente in formazione di un bambino. La felicità di un bambino non può essere solo quella data dal divertimento immediato di un gioco se poi a lungo andare quel gioco può portare ad un malessere. E questo tutti i genitori lo sanno bene.