La “malinconia di Natale” o depressione natalizia porta con sé ansia, insonnia, pianto, pensieri negativi, anedonia. Molte persone possono provare una profonda tristezza nel periodo natalizio.
La corsa ai regali magari quando si è in difficoltà economiche, l’ansia di dover essere per forza felici, le riunioni in famiglia cariche di aspettative idealizzate, possono essere motivo di disagio.
Oggi questa tendenza si declina con sfumature diverse a causa della pandemia. In tante famiglie mancherà un posto a tavola per la prematura dipartita di una persona cara morta di Covid-19, altre vedranno posti vuoti a causa delle restrizioni sugli spostamenti.
Amanti saranno lontani senza possibilità di contatto, madri e padri non potranno avere con sè i figli che lavorano fuori, perdendo così un momento di ricongiungimento atteso per tutto l’anno.
I lutti non elaborati del passato si fanno più intensi e si crea una cappa di solitudine dalla quale sembra di non poter uscire. Rievocare le proprie capacità di resilienza diventa quindi fondamentale per resistere al momento attuale nella speranza che sia solo una fase di passaggio. Concentrarsi su se stessi e su questo pensiero, fare come l’araba fenice che risorgerà dalle proprie ceneri, abbassare il livello di aspettative e riuscire a dire di no, possono essere soluzioni efficaci. Qualora il disturbo persistesse e si sentisse il bisogno sarebbe opportuno chiedere l’aiuto di un professionista per ritrovare le proprie forze assopite sotto la cenere.
Oggi è momento di attesa, di concentrazione e di preparazione alla rinascita.