CURARE IL PROPRIO TRAUMA PER PREVENIRE QUELLO DEI FIGLI
La psicoterapia con i bambini non può prescindere da un percorso di sostegno alla genitorialità.
Nel mio lavoro con la famiglia prendo sempre in esame due dimensioni:
1. La dimensione attuale: la situazione relazionale familiare e lavorativa generano ansia e stress che influenzano il rapporto con i figli; inoltre, i comportamenti dei figli a loro volta portano nei genitori risposte che possono esacerbare ancora di più la situazione conflittuale.
2. La dimensione passata: riguarda le esperienze di attaccamento dei genitori con le proprie figure di riferimento e la presenza nella loro storia di vita di traumi non elaborati.
Il processo di cura si muove quindi su queste due dimensioni una volta aver restituito al nucleo familiare il senso di quello che sta accadendo nel qui ed ora in un contesto non giudicante bensì empatico e comprensivo. E’ importante, infatti, che la sofferenza dei genitori venga riconosciuta e presa incarico in modo adeguato. Il primo passo nel percorso con i genitori è un lavoro psicoeducativo mirato che aiuti i genitori a comprendere tutti gli eventi stressanti che stanno vivendo e come questi abbiano un impatto sulla loro capacità di regolazione delle emozioni e, di conseguenza, sulla relazione con i propri bambini.
Una volta esaminata la situazione attuale nella quale si mettono in evidenza anche le risorse della famiglia per rinforzarle, si passa ad esaminare la storia di vita dei genitori. In questa dimensione si cercano gli elementi del proprio stile di attaccamento che vanno ad incrociarsi con quelli del bambino.
Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che lo stile di attaccamento viene tramandato da genitori a figli creando un circolo vizioso la cui conflittualità potrebbe aumentare in maniera esponenziale di fronte a cause ambientali che portano forte stress.
Quando il genitore è ancora impegnato nell’elaborazione problematica di eventi luttuosi o traumatici che hanno costellato la propria esperienza di attaccamento, il cervello del bambino non ha la possibilità di sviluppare i circuiti di auto modulazione idonei (Schore, 1997; Riem, et. al., 2019).
Quando ricordi traumatici irrisolti affiorano alla mente di un genitore mentre è intento a rispondere alle richieste di attaccamento del proprio figlio, la sofferenza mentale legata a questi ricordi attiva il sistema di attaccamento del genitore contemporaneamente al loro sistema di accudimento. (Zaccagnino, 2020)
La terapia con EMDR permette di modificare lo stile di attaccamento disfunzionale nel genitore migliorando così la sua capacità relazionale con il bambino.