Livelli adeguati di stress permettono l’attivazione delle risorse dell’organismo e della mente: da un punto di vista evolutivo, l’ansia è la risposta dell’organismo a una situazione di «lotta o fuggi».  Quando però lo stress supera i livelli di guardia, per esempio a causa dell’esposizione a stimoli stressanti per un tempo prolungato come sta succedendo per l’emergenza Covid-19, possono scatenarsi delle reazioni fisiche ben precise come mal di testa e disturbi gastrointestinali, ansia generalizzata, difficoltà nel regolare il ritmo sonno-veglia, difficoltà di concentrazione, scarsa motivazione, anedonia, spossatezza…

In questi casi si parla di distress o stress negativo: la persona ha la sensazione di perdere il controllo su di sé  con ricadute deleterie sulla percezione della propria auto-efficacia ed autostima.

La malattia propria o di un familiare, il lutto, il burn-out per chi ha lavorato in emergenza, la difficoltà nel gestire il cambiamento di abitudini, sono tutti fattori scatenanti un disturbo d’ansia che possono essere ri-elaborati attraverso la tecnica dei movimenti oculari.

Il modello di terapia EMDR permette l’elaborazione dei momenti traumatici e il recupero delle risorse attraverso protocolli di breve durata, a seconda delle diverse esigenze. (Protocollo per eventi recenti).

Durante il trattamento la persona ha la possibilità di rivivere il momento traumatico in un contesto di assoluta protezione potendo richiamare le proprie risorse e riattivarle.

Potrà relegare l’evento nel passato, sentirsi di nuovo efficace e soprattutto avrà acquisito una maggiore consapevolezza delle proprie risorse.

Qualora dovessero esserci maggiori difficoltà legate ad eventi traumatici vissuti in epoca precoce, questi possono ugualmente essere affrontati e superati.

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